spilonga la milonga

una delle mi stragi incradibili so senza dubio fatte de bontà. una bontà strana mi si dirà. Certo perché la bontà le sempre strana. diciavano che le cose accadono per caso, sarà, ma me mi paria che qualche volta ce mette lo zampino cacheduno. Codesto certo sembra una racconto locale in qualche sperdu paesino dell’italiana penisola molto turistica e per questo piena de gante brava e buona. E allor me dico come è mai che non mi reesce de magnar più una porchetta bona, le sempre fredda che se debbono abbattere non so ben cosa. Che se poi la scalli el grasso legger del maiale te remano su lo stomaco. Bisogna sapè qualt’è che la coce e prenderla l’ per lì. E io che son sempre un mangiator de pizza, quai che me la tocca. Faccio un appello alle pizzaiole che saran belle ma me fan prima o poi litigar con pizzaiol che non se capisce s’è marito sposo, cosa. Per non dir de la gente che così sampiccia e crea un mar de chiacchere pe li stupidi – e gà se vero che so tutti stupidi. Be’ non so dir se per questo o per antro motiv, che un bel giorno mi compro de sera una bela pizza coi quattro formagi. Che dir mentre la magnavo me senti qualche cos de strano, ma non detti caso a ciò. il di dopo mi sentì di già pesante la mattina, che a un bel punto de la mattina un po’ per core un po’ per il da fa, mentre che te camino incomincio quasi a sentir che non possa, faccio a tempo a fermar la caminata e sederme, per reprender fiato quasi me mancasse un po’ tutto. Oh me ferm proprio davanti un fiorar che a pensarve ben è come che dicessa soltanto fior no apere de ben. Comunque che par che riesco a riprender lo fiato e tornar a la casa – prendo un fonendospopio e me asculto el cor. Me mancava dico e sento che se fermav ogni tanto in attesa de saltar il battiton e ripiar. Smetto de magnar e me sdraio a riposar, voio propri vede se il cor se guastato artimico o se se po’ repia. e così digiuno e letto, poi acqua co pe’ inizia qualche cucchiain de miele, poi un fetta de prosciut, du fett così pian pain. riso scondito così. e so che vado avat e par che me repien, ma par sempre che qualcun aspeta che roba, forse che vado giù o ma succed calco d’altro. o per canuscer l’ora, ma! Certo la cosa le ben strana, come se fosse una scommessa. Saria el fegaton grasso, ma grasso de che – saria un super dos de potassion da tant fatica de smaltir ie feci che staiam stao nel pizza. Or sanni che son passati che speria de mangiar pure una porchetta calda se potese m’è gradita. Se sape non se sape la gente rompe per che se sape come per dì meio che moresse. Ma statte bono mondo che a crepa o priam o poi capita a tutte pur a me, stavolt e finit ben, quel volte come sempre se ce se la fan. le dimagrii il muscol del tempo dello sport divenu grasso, fin 25 chili che che par de esser ancor più legero nell’ander nel salir con la biciclett le colline de monti.

UuResugne

È tutto steso come fosse un mondo che si appresta al fatto dentro un sogno. È un incubo più del sogno? Sempre sogno dicasi. A insomma lo scarto della roba, ce serve o ce sta! A insomma lo rifiuto o u sordo. Dicono che tutto sembra uguale. E poi quando pesa per la vita u sordo o a monnezza. È la gloria del mondo che persa sembra vita, come fosse per dire che c’è da fare da raccogliere per giorno e settimana, come fosse mese e anno – tutta la vita. E allora uno dei tanti che guardano i tempi dice a se medesimo. A se stesso ma che sto a fare solo monnezza che me cercano più sordi de carta de quante buste de carta se trovano in giro. Cioè se la stoffa sventola io me metto sotto la stoffa che posso dire. Insomma chi ti obbliga a fa le cose anche quando non le puoi fare, come ti dicessero tu paghi io parlo. E che vuole dire che la somma dei giorni che ho accumulata pe’ monnezza me valgono più di tutti l’altri. Allora c’è soltanto un posto dove anna’ a crepa sotto la stoffa della bandiera.

Ciao nini ciao atutti stateme bene e me raccomanno nu ve la piate solo co la momezza, ma piatevela a der c…. so sicuro.