l’esaltazione del cliente

Non esiste tempo o perfezione ma quell’istante supremo, soprano come il silenzio o l’armonia, eppure vi è uno smisurato potere nel cliente che va con la puttana. o metaforicamente la sua puttana. Il cliente è artefice di una dipendenza assorta in sensazione e controllo nel sentire della puttana dello sfruttatore o della stessa organizzazione o apparato morale con cui si vuole imporre il bisogno, il concetto e perché no, la classifica. ma il cliente à un potere ancora più alto quello di infrangere la morale e renderla personale oltre la stessa norma. il cliente decide di porre dei termini alla questione e alla puttana e alla morale: Io sono qui con te e vorrei che questo luogo fosse un altro luogo, perché noi possiamo svolgere quel che siamo in modo autentico e senza la mediazione del denaro. Il cliente non propone un amore, una famiglia, una possibile norma – ma mette in atto, un momento autentico frapponendosi alla scambio economico con la puttana con la sua libertà, prima o dopo il desiderio, nella conoscenza intima ancora frapposta dall’incontro dipendente con la possibilità di un incontro libero. Un concetto autonomo, una realtà autonoma in una persona dipendente, la puttana, indipendentemente dal cliente e dal desiderio che à per lui. La scelta della puttana non può che essere autonoma. Nella norma o nell’eccezionale della trasformazione proposta dal cliente. La morale che redimo spesso mette la puttana nella dipendenza alterata tra la norma dello sfruttamento e il condizionamento della morale, alterando lo stesso concetto (appunto concetto e quindi fuori anche dall’unicità conoscitiva di ogni persona) Il cliente diviene colui che ti dà i soldi e quindi colui che ti fa peccare, la norma dice alla puttana che la sua dipendenza può essere alterata dal livello della morale e dal gioco delle parti con cui competere e concorrere – il cliente che à rotto la morale se la puttana non à trovato l’autonomia del sentimento del concetto, e ancor prima dell’amore destrutturante della libertà come indipendenza del dare di essere e accettare rimane un ideale ipotetico da cui ancora non si è liberata nella conoscenza intima e personale nella propria vita.

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