epigrafe

Con le donne si deve essere gentili, far sì che venga fuori il meglio di loro, il meglio della sua anima. Bisogna essere sinceri ben oltre la sincerità e capire che la vita è qualcosa di grande così si deve sentire quando si parla di se stessi, quando lei riesce a parlare di sé. Non vi è mondo più grande e semplice in ovunque. La donna la si ama come non la si lasciasse mai e non importa se per lei è soltanto una prova o un fidanzamento, non potrebbe esserci quel che c’è anche se lei svanisce nella sua storia o anfratto del tempo.

Se i poveri sono per ciò già in cristo si debbono convertire i peccatori nella fede di cristo, i peccati per sé già lo sono.

Se da chiunque si togliesse tutto quel che fa di quell’uomo ciò che rappresenta, avremmo dinnanzi un cristo senza la sua croce e pur vivendo quell’uomo avrebbe la sincerità pur non avendo la sua materia ancora trasformata, la sua anima ne avrebbe giovamento prima di ciò prima della sua resurrezione.

C’è una caduta nella vita quella che fa del pensiero di Dio un eloquente caduta nella disperazione – quello di far generare una sorte insanabile cui Dio sembra non porre rimedio – quella del bene e del male come conseguenza di questo, come discordia e zizzania e provocazione di Dio medesimo.

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