l’asse

quando sei arco e freccia sei dove non c’è più azione e così appartieni dove non c’è più spazio. ciò vuol dire che io debbo amarti come ogni elemento che ti sostiene nel tempo, ma ciò che sei è anima e parte e allora vuoi che Dio ti ami. Mi sta bene essere cotanto Dio e più del vento e del tempo. Ti accarezzerei come ti accarezzo e come tu ridi o piangi e dove la mano cerca la mia mano che la sostiene e la principia e allora l’arco e la freccia non sono in nessuno luogo e senza un genere, volano. Ecco che appare la persona colei che ama e ch’è amata e l’argano seppur tace è già del corpo come l’organo della natura che smuove le particelle e tutta la gravità. Mi faccio essere e umano e tengo le cose dove posso eppure la gravità non si tende oltre ciò che può, oltre c’è la mia mano che sia terra o universo per un po’.

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