teatro popolare o tragedia collettiva

Si potrebbe semplicemente dire molto rumore per nulla. Insomma il tema teatrale o l’attore o la messa in scena? di fatti lo spettatore assiste da solo a quel che vede o ne fa una farsa collettiva? Allora che cosa dico per quel che riguarda l’autore che ò concettualmente citato fin ora, quando vidi ragazzo o bambino non ricordo che età avessi, il film di Zeffirelli Romeo e Giulietta, tratto dall’omonimo testo teatrale di Uilliam, mi piacque ma rimasi perplesso finché, non ricordo neanche se conoscessi Uilliam, finche dissi questo significato non mi piace. Per significato intendo il tema che tiri estrapoli dalla storia, questo, il potere è sempre ignorante e soccombe all’astrazione come altro concetto, indipendentemente da dove si formi e dove sussista. Credo per questo detto che mi piacesse l’attrice, e l’ò desiderata in quanto innamorato. Bo!! Insomma per mia sostanza ò trovato Uilliam sempre molto noioso, proprio per questo tema su di cui c’è un gioco delle parti, per esempio il teschio di Amleto del ritrovato suo amico, la pazzia di Ofelia i film di Kennet Branagh, insomma l’ex di Emma non so se l’ò scritto corretto. Insomma la morte non può vincere la morte Satana è contro se stesso, inevitabilmente. Come Amleto parla cercando il suo amico in sé con il teschio nella mano quando la persona è già dove non c’è raffronto. Il dilemma è forse ormai perche Dio è nella condizione che à posto l’essere se l’essere è salvo nel sé medesimo. Si è forse in preda alla follia delle passioni, al piacere che schiavo assomma l’ostilità, all’odio, l’astrazione all’invidia, la propria condizione al potere che ne manifesta una certa forma nello spazio? O la persona ama e per questo non sa niente e può essere felice, per sempre? Molti si classificano e si stratificano esibendo una temporalità, inebetita, pensate ai tempi mai caduchi del pregiudizio, pensate alla lunga per ogni passata e futura, dove in ragione di un gatto persone venivano torturate per patti con il diavolo – si è mai trovato un verbale dove si fosse chiesto al gatto cosa gli avesse detto il torturato – e a porre fine ciò pensate sia stato il progresso scientifico, o più pacificamente l’abiura di Galileo Galilei, dove in virtù del non più libero pensiero si dava ciò che per sue stessa evidenza era assurdo negare?

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