quando si fa silenzio

C’è un luogo dove gli uomini si fanno impauriti, come a dire che succede se amo. così disse, Endegardo Dibiscaglione. E la paura più grande è di non essere per questo amati. Così rispose, Genelao Dicostanza. E certo si continuo a dire, prima l’uno e poi l’altro, alternandosi l’uno e poi l’altro. Quindi se si vuole essere più forti per volontà, per sopraffarsi succede che si soccombe alla caducità del corpo imminente come fosse un pensiero fisso per avere più attenzione da ciò che ci anima, questa condizione ci fa vedere la nostra condizione troppo umana prescindendo appunto dall’affermazione della nostra volontà di potenza che è soggetta a tutti i perigli della natura che vorremo per noi soltanto e della spada che per quanto rinfoderi dal fodero si estrae e ridiscende. Allora ferma la spada la volontà è amore. Ferma la spada, ci vorrebbe per lo esempio una roccia, ma ancor più un significato, e, se la forma cambia il contenuto dell’essere trasforma, come fosse un crocifisso e la fede dell’amore in una preghiera infinita. Chi ascolta parla e chi parla è ascoltato, il silenzio è eloquente come la voce di Dio che non cessa mai di essere parola che ascolta e compie. Ma se lo amore libera la volontà dal volere, l’amore è vita e non bisogno, allora che paura può esservi di non essere amati e conoscenti dell’infinita anima che per qualunque terra ci amerà come possiamo trasformarci.

Eh! dici bene Genelao Dicostanza, ma quanto si praticano le donne è bene attenersi al detto: “Moglie e BUOI dei paesi tuoi. Ma lo dire ciò è tipico delle donne del tuo paese, che con facile eloquio, così esprimono la loro paura per cercare con sorte sociale del pensiero e dell’atto, la paura per pronunciare il loro editto, come fosse attributo del perche tu conoscetti donne di altro loco, mentre esse pretendeva obbedienza senza concedere ne amore o benevolenza per lo conoscere l’amore stesso e in cerca soltanto della virtute dell’apparenza chi io sia dove tu lo pensi.

Bene, ma da così tocca e del resto come puoi fare tu altrimenti. Ma come io ti dissi io appartengo, e Dio lo volle per questo, perche Io son di Terra e le mie donne le dico tutte terrestri e per lo quale non mi possono che toccare e senza remore o pensieri, perche tanto sono del luogo e del fatto e per questo mio stare, dovunque io vada sempre ognuna di esse mi appare, sia per fine che per concetto. Oh! bella mi rispondi così, e anco io allora son di Terra e le donne mie pure. AH! così mi dici, perche non ti vidi prima di ora innanzi a questo discorso? Ma è ovvio perche la terra è grande e non sempre ci si incontra, per lo vero si finge codesto quando si ci scontra? come per essere nel singolar tenzone colui che volle e non colui che ama per donzella partecipe. Ma singolar pensiero non ti ò mai visto in quel del Lazio, nella frazione, chiamarsi Terra, come di comune di Castelnuovo Parano. Diamo allora dato il mio non averti compreso, che ciò può essere perche io venni prima della vista di qualsiasi nuovo castello.

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