la barzelletta e il tempo

come fosse per dire comparazione, significato sul senso o semplicemente il tempo e un momento del racconto, forse il barzelletto. Per tutto il secolo scorso di alcuni anni fa molte crisi psichiche si manifestarono con il proclama di essere Napoleone e la questione ancor più rilevante fu quella dell’ambiente medico del come riuscire a capire “se fosse veramente Napoleone”. Allora un medico pensò di raccontare al paziente, molto paziente una barzelletta con la quale il paziente si sarebbe rivelato per quel era.

Per la rivoluzione Francese.

Un bel giorno il giorno dopo la distruzione della Bastiglia, come sempre accade, i commercianti e gli artigiani distrutta la galera Bastigliana tornarono a lavoro, mentre altri s’impegnavano a far lavorare la rivoluzione. Così due lavoratori andarono da Giosef, commerciante di vino, che come li vide disse, eilà, salve, salute. Salute Giosef, risposero gli amici, ai quali Giosef chiese, sapete dov’è Napoleone? Risposero all’unisono, dopo la distruzione della Bastiglia a corso via di gran lena e si è messo subito a marciare, verso l’Europa intera. Ma! sarà, ma qui all’oste, c’è un conto di bevute ch’è come un battaglion, chi lo paga. Al chè di questa barzelletta il medico rivolto al paziente gli chiedeva, lo paga lei.

Allora il silenzio può essere “apparente” ma la risata è schietta. E che dire di quella grande interlocuzione tra l’uomo e la sua immagine.

Ammirazione e

Un bel giorno come sempre dei tanti visitatori del museo del Louvre una persona estasiata si ferma davanti il quadro della Gioconda di Leonardo Da Vinci, pronto, passa di lì un addetto, che sorride con fare interlocutorio, La persona rivolgendosi, dice: Vorrei sentirmi importante come questo quadro. Allora può andare alla toilette, se si guarda allo specchio c’è anche un pennarello con cui può disegnarci dei baffi.

E allora il tempo è anche più tempo e la rappresentazione incredibilmente incredibile.

Il Tragitto

Oh quel giorno un tizio venne, disse. Cerco Giuseppe, quello che vende la frutta, per dissi, non lo conosco, qui c’è Mosè. Mosè, è il soprannome dissero. Allora è lì, in quell’orto del convento delle Suore, vada lì in quel cancello, s’è chiuso le chiavi le tiene Mosè, ma non sarà San Pietro, no, no, è Mosè è sicuro.

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