kenia Africa e Silvia

 

Il Kenia è un paese tra quel che c’è e quel che appare come possibile questa storia visuale tra un moderno e un passato trova già molte contraddizioni perche forse è determinante. Un pastore sarà sempre un pastore, come l’elettricità della pioggia possibile. Difatti l’elettrico come domestico, inteso per oggetto è molto vicino all’essere come il passo e il giorno del pastore voglio dire l’energia elettrica necessaria per il funzionamento è nello stesso peso del suo passo. Ciò è soltanto energia elettrica con questo la persona è più aperta alla comunicazione distante, con il mondo. Ciò non differenzia il tempo seppur per ovvie conseguenze lo accelera. Ma tra quel che si immagina e quel che si è questa velocità è soltanto immaginaria. Tra L’essere vicini nel pensiero e lontani con il suono delle parole vi è soltanto la natura, una natura che appare più elaborata o meno in riferimento a quello che con l’elettricità naturale dell’universo abbiamo trasformato e ciò per la natura stessa del nostro stare. Per questo è immaginaria la velocità, se ti sono vicino il tempo non può essermi lontano, lontano è il suo uso nel riferimento al nostro poter essere vicino. Ora quel che appare leggero elettricamente è più vicino alla natura in quanto manufatto, come tra la differenza del suono di uno strumento elettrico o acustico. Il suono, la parola e lo sguardo, sul sorriso o il mondo della natura, questo che ci dà la vita del corpo, fa sì che il corpo umano sia nel corpo umano e con esso senza nessun altra mediazione, tra noi e il prossimo e lo spirito di Dio in noi sia esso manifesto o invisibile. Il progredire per esistere nel corpo è leggero e leggero il suo sentimento, può apparire per questo incredibilmente fragile e per ciò armonico e naturale. Nella forza e l’equilibrio spesso infrange dei tempi come apparissero primi rispetto ad altri, in realtà sono dove sono perche sono in quel che sono, spesso utili ma anche infrangenti se violenti, forse immaginari, ma più illusori, come se si è e si percepisce in conseguenza soltanto senza presenza d’animo che interiormente ci fa comprendere.

L’Africa, tra savana e deserto è la sua stessa natura un equilibrio con l’aria e il mare. Camminare nelle città sembra essere altrove ma lo spazio e il luogo sono con questo. Ora mentre in Congo si piantano alberi vicini a fiume in Mauritania San Mauro fa presenza nella difficoltà del deserto. Sicuramente se la sabbia è la materia “fossile” più abbondante in Africa ve ne sono altre che sono ben più transitorie per la vita.

Silvia, l’ultima volta che sembra che sia stata incontrata, è stato nei pressi di un fiume dove chi del posto cercandola per liberarla à visto con strana sorpresa i sui “fratelli” sparagli come per ucciderlo, per poi far sentire i loro spari ancor più nell’ambiente della savana. La determinazione e il riuscire in questo mi appare ancora molto legato a qualcosa di voluto e cercato. Gli amici di Chamaka di Silvia dissero che queste persone volevano e cercavano dei soldi, si è parlato anche in modo rapido, ma le conoscenze che avevano di Silvia Romano riguardo tale proposito non potevano essere così efficienti al riguardo. L’impossibile confusione si può essere determinata quando Silvia Romano aderì ad una raccolta fondi su di un circuito internazionale probabilmente consigliato da una amica di un altra organizzazione, in cui si pubblicizza che 30 secondi si può instaurare il rapporto che non vuole dire avere i soldi. Del resto s’è per un furto non si comprende perche lasciano il disco rigido nella stanza ch’è sempre un oggetto commerciale, ma forse non lo ànno visto, tutto è avvenuto all’aperto. Silvia Romano à una omonima che per un certo periodo lavorò per una associazione medica presente in Africa. Silvia Romano in sé è quella che appare come la vediamo nel villaggio di Chakama. Se avesse fatto quello che fa non in quel letto di Africa Milele, sarebbe stata una persona insieme ad altre persone certamente esposta al pericolo di una rapina pur vivendo con quei bambini. Forse non sappiamo se la veste il deserto o la savana, o se gli africani la proteggono e la libereranno, se qualcuno dovrà andare a prenderla o tornerà a piedi. Si crede che ciò che unisce e che differenzia di tutte le storie che si sono ascoltate in questi periodi, aprano il cielo come il sorriso.

 

One thought on “kenia Africa e Silvia

  1. Ma sa i, la migliore terra rossa al mondo è quella dei Masai, anche sacra perche unisce la terra al cielo. Siamo sicuri che c’è bisogno di stancarsi ad un campo di tennis, meglio osservare gli animali al pascolo.

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