il virtuale senza luogo

Se la storia che fin qui si è vissuta nei media fosse una storia virtuale, sarebbe possibile spiegarla con tal stilema come verosimigliante non luogo dei canoni dell’informazione rivissuta. Elaborata a tal fine per escogitare un significato alche morboso del ruolo e delle ipotesi sul ruolo della concatenante della ramificazione dei fili intrecciati che stabilizzano la funzione e il modo di un ruolo parti mondiale. Come vicino e come lontano tra il ruolo nel vivere e la vita. E su ciò dobbiamo fare il pensiero sulla realtà di chi vive. Silvia Romano sa dove sta e quel che sta facendo in sintonia con quel che vuole essere in quel momento – ciò è pericoloso perche è una posizione troppo indipendente ovunque e può essere facilmente esposta al meccanismo del ruolo, che appunto partecipa ma fa altro. Come dire faccio un figlio o una noce di cocco, o gli facciamo fare una noce di cocco. Ma ciò è altro tra la noce di cocco e la battuta. E quindi in sostanza una persona viene presa senza che sappia né come né perche, da un attributo di una partecipazione al ruolo di un’altra personificazione come deificazione della trama dei fili comunicanti ma appunto assenti. Silvia Romano viene presa lontana da ogni ipotesi di pensiero personale mentre è con dei bambini e vive in quel tempo quotidiano, tra ciò che libero e ciò che sta. Viene presa e inconsapevole di tutto ciò guardata, avrà parlato, chissà e poi vista uccidere. Perche se è stata uccisa lei fuori ruoli non poteva che vedersi al contrario di chi vede le modalità del ruolo. Se invece non è uccisa il suo corpo soltanto da dove potrebbe vivere potrebbe essere restituita al pensiero di altre persone.

Nella condizione attuale quindi si evince una notizia non notizia nell’informativa sul caso, che si sa per chi la vista che à natale era ancora viva. Poi sappiamo che era finita in una situazione di utilizzo io la identifico, all’interno di uno sviluppo d’indagine propedeutica la conoscenza di un’ipotesi di sensualità in ambito tribale culturale in Kenia cui era stato demandato il suo intervento nel rapporto di riscontro insieme ad altri volontari, il tutto in linea intenzionale in ragione della quale il suo ruolo non si evince in nessuno sviluppo. Allora sono venuti fuori i meccanismi della richiesta di riscatto con un interlocuzione tra i dialoghi che ne narravo che fanno intendere non soltanto la richiesta diretta, ma l’inoltro di relazioni terze – come non attendibili. Ma da chi, chi narra la storia parla in prima persona ma non si comprende se in vece di un’altra.

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