1984 di George Orwell

Questo libro che insieme al film tratto dal libro, torna tra le chiacchiere della gente per le strade, più che altro perche legato all’evento della televisione parlante che ti controlla ovunque sei per dirti cosa devi fare e non fare. Fa ciò che spieghi l’immagine e il pensiero proiettivo inserito da Orwell nella struttura del libro. Ciò che in esso vi è narrato è passato, sovente non è percepito nel presente e viene visto nel futuro. Perche il presente che vi è rappresentato è vissuto da chi lo vive nel libro e non nel presente vissuto dal lettore sovente tra la percezione della lettura e la propria vita possibile sia per possibilità di conoscenza che pratica. Un po’ è come nel vissuto di Bastian nella storia infinita scritto da Ende. Come questo libro di Orwell 1984, è frammezzato tra la propaganda e il significato nella metamorfosi del senso scritto dallo stesso Orwell, nel libro la fattoria degli animali. Per tempo e autori diversi si può entrare nei paralleli con i libri di Hesse. Quindi Orwell ci racconta gli eventi degli effetti della psicologia di massa del novecento proiettandoli per mezzo di un oggetto tecnologico nella percezione dello spazio del significato. Ora in sostanza quel che viene fuori è il conflitto perenne tra la propaganda e il significato, in una stasi di guerra continua tra il controllo e l’indicazione del movimento, anche e soprattutto per mezzo di un referente tecnologico dell’immagine che guarda e viene per ciò guardata. E come fosse anche percepita al senso e al significato, e, contesto si manifesta il cambiamento stesso sia del senso che del significato perche il rapporto intimo tra di essi non può che essere manifesto ma nascosto e per ciò accettato come imposto. Ti conosco mascherina ma ti amo come figurina. E così che si forma un paradigma impossibile tra la relazione e gli individui, qualcuno potrebbe dire è come un verbale scritto, ma anche tra le parole tra gli individui come fosse una gerarchia chi con chi e perche. Ti conosco mascherina se ti bacio e poi ti guardo, un po’ alla Giuda, se non fosse che la verità non à stilemi e allora la relazione si conosce con la persona e non può che essere libera per ciò come vera o sincera ed ecco che il tutto così svolto fa una nuova accettazione da ciò che viene narrato nel libro di Orwell. Che il gusto sia preponderante nella stabilità o la paura? come fosse il fatto stesso di non poter dire che uno più uno fa due, ma con ciò ci poniamo ancora con il tempo nel libro di Orwell, perche se la differenza si manifesta anche la parola può essere diversa eppur possibile, come per capire. Ti amo? o ti amo, qualcuno con l’amo preferisce la pesca.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...