migrazione

Il Mondo

la migrazione è una caratteristica degli uccelli migratori, il nomadismo è qualcosa che riguarda la condizione umana, alcune volte, dato la composizione emisferica parallela del pianeta essa si compone formalmente anche come umana di migrazione, ciò vuol dire che interi spazi dovrebbero essere vuotati per poi riempirsi nuovamente al cambiare della situazione socio climatica. Ora l’organizzazione massificata dell’uomo comporta che si possa così emigrare per conformarsi alla situazione. Non più certamente in masse e mai in specie o per razzie e ruberie. Quindi la possibilità di mezzi di trasporto e comunicazione agevolano quella che può essere definita come la possibilità di emigrare per diversi motivi di ragioni personali. Ciò come è ovvio comporta l’assunzione di una propria capacità ad assumersi il ragionamento e la relativa personale conformazione del modo consono e della scelta di relazione. Quindi pensare d’integrare ciò con la dinamica di qualsiasi guerra distruttiva comporta la condizione che appartiene alla relativa pace. Infatti sembra assurda la condizione assurda dello sfruttamento per lo sfruttamento, dell’io ti rubo tu vai a prendere di là, in fuga nel bisogno della pace e senza la ragione. Per questo stiamo assistendo a queste gestioni oligarchiche del denaro pubblico, ovvero quello disponibile per tale uso pubblico. Si mi distruggono una casa in un luogo meglio un campo profughi in un altro luogo. Quindi la sostanza non cambia della modalità come del significato, uso i corpi in funzione della ragione economica che con essi riesco a realizzare, in ragione del consenso nella convenienza tra un modo e un altro, indipendentemente dalla ragione o la possibilità, e, ciò come è ovvio comporta un rischio maggiore per la realizzazione dello scambio nella possibilità del movimento del corpo, in ragione di una fuga allo stesso modo di un consenso, che appare sì generico come privo di ragionamento. Il ragionamento comporta pratica e la pratica così in essere comporta indipendenza perche l’interdipendenza è fattuale nel problema economico misurato tra il conflitto della guerra e lo sviluppo stesso del processo di guerra per relativo apparato economico. L’abbandono di un luogo distrutto dalla guerra comporta che non sia più ricostruito, se non in funzione di qualcosa che prima non apparteneva alla pace pregressa di quel luogo. L’essere umano vive nei luoghi liberamente con la propria possibilità, che si integra liberamente con quella di altri esseri come lui. Ma il ragionamento collettivizzato non può superare la stessa ragione se così individualmente non riesce a praticare. Così si può morire affogati o senza conflitto, in ragione non di chi si adopera al movimento per ragioni di riferimento anche umanitario ma in virtù di chi deve assorbire quel conflitto senza nessuna utilità. E questo è il fare il resto è soltanto grammatica e burocrazia di guerra e pace. Se sono teste do cazzo lo possono essere anche per possesso di altri.

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