A presso a me

Nel mondo ciò che scompare e si rifà, sembra sempre diverso e poi uguale. Come se si dice, o bella come l’ò detto. E così a sta situazione si conviene come fosse d’uopo o necessità. Ma a fronte di tutto questo cosa accade? Che ci si pensa e ci si rifà sempre con il carattere. E già, forse è per questo stesso motivo che forse se la. E, Va là che sia che ritorni sempre dove eri e non sembra accorgersi di questo fatto. Sovente, sì! si dice una cosa e se ne prova un altra, ma come va che sta che si cerca di dire, appunto una cosa per provare sempre quell’altra cosa, appunto la cosa. O, Bella! si potrebbe dire, ma se non ti accorgi che il carattere è come lo metti e perche lo dici, non ti accorgi neanche di provare quella cosa. E così capita che per tristezza o per superbia, si rifà sempre li stesso come se fosse buono a farsi e non stancasse affatto. Ora, io mi domando e dico, dico, se sei per quell’altra cosa perche non ti accorgi della cosa che fai e che sei. E così fa lo stesso che il carattere si invidia da sé, ma facendo finta di non invidiare un altro. Come a dire io lo sento lo provo ma non lo capisco, tanto a te lo do. E bravo, ma perche lo dai a me e che genere di altruismo è. Se non dici a te stesso quello che è non separi il carattere dal suo artefice invidioso, perche lo dai a me e dicendo che provo io quello che tu non sai di avere e cerchi solidale, solidale, come ti viene in mente anche se non lo vedi qualcuno a cui raccontare questo fatto. OH, qui ti volevo perche qui non c’è fatto e se non c’è fatto come fai a dire quel ch’è fatto soltanto perche lo ai detto, vedi che provi e senti più che vedere anche se fai del tutto per dirlo, quasi ti cercassi io mentre sei tu a farlo. Proprio come in carattere con l’invidia che non si conoscono e si frequentano. C’è un detto che fa, che bisogna sempre benedire, mai maledire. Un fare un poco compassionevole come di essere afflitto con gli afflitti, triste con chi è triste, e gioioso con chi è gioioso. Oh! bella ma con chi ti scoccia bisogna scocciare. Sì, va be’ giochiamo a cococcette con l’uovo sodo. Bisogna sempre benedire anche i tuoi nemici. E se mi invidia?, Chi?, Il nemici. Tu benedici, benedici sempre. Stai a contare quante volte lo fai, anche davanti lo specchio benedici sempre. E chi benedico lo specchio!

Del resto anche a Gesù capitò un fatto del genere. Ti ricordi quando Ponzio, dico Ponzio. Non potendo egli stesso trovare nessuna colpa sul comportamento di Gesù, gli manifestò la Sua dico Sua possibilità di potere come di salvarlo dalla morte. Chiese a Gesù quale fosse il suo potere e se fosse figlio di Dio. Gesù che rispose? Eh! che rispose! sentiamo. Disse a Ponzio Pelato, se tu lo dici tu lo sai, io lo sono! Pilato no Pelato. Eh! qui casca l’asino. Eh! Che Vola. Che vola. Eh! E allora com’è che quando andò dinanzi la folla acclamante con Barabba, tutti urlarono Barabba per liberalo al posto di Gesù. Non so non conosco questo Barabba, chi è? Chi è, un ladro e un assassino. Perche tu lo conosci, e poi si sa la solidarietà cerca sempre di accomodarsi, si sa lascia fa. Eh! ma Gesù fu condannato a morte e crocifisso. Oh! bella è li stesso. Come lo stesso. E sì, perche se lo avessero liberato e ucciso Barabba, sarebbe dovuto morire lo stesso, un altra volta ma sempre gli sarebbe toccato. Oddio che cosa tremenda! E, che vo fa! Sa da campa! A me piace. E se nessuno lo avesse mai ucciso? Difatti! Come difatti! Lascia fa non ci pensare! Benediceme a mammeta.

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