all’interno delle istituzioni

Non ricordo esattamente perche quel giorno nell’ora di ginnastica, non facemmo educazione fisica, o più esattamente la fecero le donne, mentre noi maschi ci trovammo quel giorno senza il professore. Credo che fu proprio questo il motivo perche quel giorno non facemmo educazione fisica. Così io un poco alla chetichella entrai nell’aula magna chiusa e accesi il televisore – e seppi in quella mattina che era stato rapito in via fani Aldo Moro. Era il 16 Marzo del 1978, l’indomani sarebbe stato il 17, Marzo: il mio onomastico, San Patrizio. Uscii dall’aula magna e trovai un mio amico che correndo su per le scale faceva il rivoluzionario, perche non vi era la lezione di educazione fisica, gli dissi: ànno rapito Moro, chi? Moro – E chi se ne frega e continuò a correre su per le scale alla garibaldina. Così noi eravamo come paragonò i terroristi Patrizio Peci quelli delle medie nel suo Libro: Io l’infame. E vorrei vedere era Sambenedettese mica di Porto D’Ascoli. Come devo riconoscere che anche io sono nato a San Benedetto, e forse sono stato uno dei primi o l’unico in famiglia e incominciò ad essere l’andazzo dell’epoca. Nel 1963, accompagnato da mia nonna e mio padre e con mia madre nacqui in una clinica di San Benedetto del Tronto, mia nonna che assiste al parto, con mio padre, insomma vi era un affollamento. Mia Nonna era appena andata in pensione come ostetrica, infatti fino a poco prima sarei potuto nascere a Porto D’Ascoli e in casa, ma il 1963 è un anno importate proprio perche sono nato. Diciamo che erano anni molto particolari anche politicamente. Così mia madre che aveva iniziato a lavorare per attività economica poco prima nel 1960, prima di andare all’ospedale per partorire, preparo la cena per le sorelle e sistemato tutto andò in ospedale. Mio padre aveva lasciato al fratello l’attività di generi alimentari e avviò mia madre nella nuova attività commerciale. Ecco mentre tutto ciò accadde Moro parlando con i terroristi raccontava molti anni dopo anche di quei momenti storici. Così Patrizio Peci, fu il primo pentito della repubblica italiana, e ancora prima di qualsiasi legge a tal proposito. Ora è bene riflettere un attimo, sul tema della rivoluzione del tema della scuola, perche di fatti il terrorismo fece qualcosa d’inverosimile come senso e del significato, mentre noi avevamo la nostra rivoluzione molto individualista e per fortuna assoluta e fuori da strani collettivi che chiacchieravano. Così, per esempio, io e questo mio amico che ci incontrammo per le scale mentre io uscivo dall’aula magna una volta fummo sospesi, perche all’affermazione che conoscevamo i buchi neri, optammo all’interrogazione della professoressa prima con un sì e poi quando ci fu detto quelli lunari dicemmo di no. E così a tal punto fu chiamato il preside che ci disse che noi avevamo fatta un’allusione. E che per questo dovevamo essere sospesi, credo fu per un paio di giorni. Perche in effetti il tema della comunicazione seppur trasversalmente noi lo trattavamo ampiamente. Anche quando, mi si diceva che non avevo apostrofato una – un – che bisognava di apostrofo e io ribattevo che non lo avevo fatto perche non serviva. Del resto, tutti conoscono il pro-luogo, di chi ti dice per esempio, ài scritto anno senza l’acca e tu rispondi e certo perche tu quando l’ai detta. Capisci, è come un totem e un tabù rivoluzionare questa linguistica e per alcuni o molti appare traumatico, perche c’è sempre chi ti può sfottere, anche se in effetti si sfotte da se. Quindi era appariscente e palesemente presente che sul piano fonetico ci fosse un forte dialogo con ciò che scrivi. E, ora, qui facendo un attimo un pensiero, sembra apparire come non mai il fatto che l’italiano nasce da una fucina millenaria si sull’oralità ma altrettanta portanza proprio per come si scrive, e per come può scrivere tutte le altre espressioni linguistica e che appunto ànno sovente una divisione tra la lingua scritta e quella parlata. Così sembra che tutto il tempo si possa fare presente o rendere come passato nel presente e in un tempo attuale e vicino. E così ora si può dire che alla luigi cappella in nuce vi era già una vera rivoluzione sulla comunicazione planetaria. Ma cosa stava avvenendo durante gli interrogatori terroristici ad Aldo Moro? Essi erano stati un po’ identificati dal mondo politico, dopo la pubblicazione delle prime lettere, come inappropriati e inattendibili proprio per la condizione morale di costrizione con cui erano vissuti. Ma in sostanza in tutta questa tematica di sviluppo, appariva che la conformazione di una dinamica della politica di pace era stata soggetta e vissuta responsabilmente da tutti, come un essere e una possibilità per tutti ma che ora non era elaborata non da tutti in questo senso. Di fatti la mossa dell’Italia è sovente ballerina se non c’è la persona che ne afferra il contenuto, si può sballecchiare facilmente. Per esempio, il periodo in cui sono nato io che Moro in questi enunciati da sequestrato pressappoco indentifica come molto problematici, inerenti agli anni dal 1960 al 1964 ci fu indubbiamente il riaccendersi di un continuo problematico venuto dalla guerra. Certo si parlò di un colpo di stato che lo stesso Moro alleggerì o definì in questi interrogatori. Dicendo che lo stesso generale De Lorenzo che sembrò essere a capo di questo colpo di stato, in realtà fu quello che lo contenne e in certo modo smusso gli effetti di una probabile dinamica di un controllo sul controllo stesso. Moro cita il governo Tambroni come inappropriato, anche per la gestione dei servizi, e riproponendo appunto Fanfani. Ma le dinamiche che arrivavano dalla guerra si attivarono ugualmente il qualche modo, sulla possibilità e l’autorevolezza di difendere lo stato e in definitiva su un suo segreto, per ipotesi. Così sembrò ancora che per una certa gestione sia politica che dei piani regolatori e altro si sbatacchiarono anche quelli che erano i rapporti e le funzioni. Così, per esempio, dato che tutti sapevano che Mussolini era stato ammazzato per strada e che altri su supposti processi avevano fatta la medesima fine. Si pensò che lo svelamento di tali atti potesse essere un pericolo costituzionale e difatti furono in certo modo perseguite persone per bene o per male a cui non era concesso forse neanche di fare – Io dico l’esempio di mio padre che per breve tempo fece il segretario, ma poi uscì dall’apparato e dalla politica, del resto si voleva anche essere un poco liberi in questa Italia. Mio padre, per esempio, non solo aveva il fratello dentro i segreti di stato militare, ma seppur giovane nel periodo di guerra sul suo finire era direttamente a conoscenza, che ci fu bisogno di aiutare delle persone a scappare per non finire ammazzate. Ora lasciando un attimo tutta questa storia ma certi metodi abbastanza volgari e soprattutto di ipotesi di cosa siano questi segreti, a me mi fanno esprimere in questo, Caro mio che ti sei fatto anche il tuo concorso se tu non mi fai vedere la fregna di mammeta tu per me puoi essere un grandissimo testa di cazzo quando cerchi di camuffare la vita con gli stilemi.

 E quindi in quei giorni di via fani, il dramma appariva sempre più e capisci che il ridere e lo stare calmi è la cosa migliore nella vita. Che dire io me la cavai sballottando la scuola e mandandola a fanculo er mondo è bello e può cambiare, così apparve. Per Patrizio Peci, dovemmo assistere a quei processi sommari e allucinati e dove fu barbaramente condannato a morte e ucciso, il fratello Roberto. E anche l’onorevole Aldo Moro fu ucciso, come dagli stessi terroristi che vi parteciparono, quasi si dovesse rispettare una sorte di logica, e come di là delle possibilità umane.

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