il ritorno di Søren Kierkegaard

Si potrebbe ipotizzare tale evento di un romantico ritorno nel romanticismo, tra l’amore mancato di una donna e l’amore ideale di una donna, come fosse tra Kierkegaard e Leopardi. In realtà questo è forse uno stilema di una possibile soluzione, attraverso la pienezza della persona di là del vuoto delle strutture dell’organizzazione come verità, indubbia e manifesta. E allora l’universale libertà e il ritorno all’autenticità. Il tempo della natura ora come sempre è manifesto e realizzativo e forse ciò in relazione della coscienza umana più di sempre e meglio di sempre cioè la persona si libera dall’illusione e si rende vero, attraversa il sorriso, la gioia e il dolore nella possibile conoscenza tra sé e il mondo, tra sé e Dio. Ma la crisi è ricorrente e la mediocrità affermativa, in tale evento tutt’altro che romantico e vero, si può sprigionare l’antitesi come il suo annullamento in qualcosa che determina ovunque l’astrazione dell’identità e dell’identità nella caduta nella rappresentazione, che perde il connotato pur manifestando una forma, ma come fuori dalla libertà, la fede in Dio e la possibilità umana. Ora quando una parte umana dice di essere nell’astrazione in collettivo o per individuale collettivo qualcosa che non è un’altra, lo stato di essere come l’essere stesso in stato comporta una volontà nell’immagine collettiva e che pone la condizione della massa e di energia come un ordinativo in funziona del quale si determina una relazione tra un pensiero collettivo e un altro. Ora lo stilema del numero come il vero del possibile appare sintetico ma numerico come impossibile per astrazione ma come possibile per determinazione, sia per umore personale che pregiudizio formale. Ecco che così l’individuo si trova a dover scegliere tra la possibilità e la rappresentazione, tra la verità del contenuto e l’espressione del concetto, tra l’apparire dell’astrazione e la sua affermazione e Dio come verità. Ora in definizione la verità nella comunicazione è completamente aperta, mentre nel paradigma dell’astrazione è formalmente determinante, come antitesi numero o palinsesto. Ora se Dio non necessita, L’astrazione afferma, pertanto se lo scarto nella fede è nella verità come Dio. Nell’astrazione l’uomo necessita di una scelta che lo renda in sé meno astratto al sé, come sovente appare in illusione dell’illusione stessa. Ora il collasso della dimensione astratta è proprio nell’antitesi tra la possibilità e l’individuo, che può placidamente implodere sia nella collettività che nell’individuo collettivo, ma se nel romanticismo l’uomo certa se stesso nella natura interiore di sé, nell’individuo in sé l’essere lascia la scelta nell’etica per il connotato di fede in Dio, anche come valenza del cristo risorto. Ora lo stilema dell’astrazione comporta che nell’affermazione maggiore è il determinarsi dell’astrazione maggiore, sarà l’esigenza del suo ritorno alla persona nel collasso stesso del sistema reso troppo astratto, sia per affermazione del principio numerico della forma astratta sia che per determinazione della volontà nell’astrazione come scelta dell’individuo, insomma se da un lato c’è la possibilità dell’amore dall’altro c’è l’ineluttabile morte come espressione e superiore concetto. Per paradosso l’astrazione cerca di affermare la certezza della forma come della natura e del suo evento come appartenenza e controllo. L’incendio dei libri nell’epoca di Hitler, L’attacco all’arte degenerata che per suo costrutto artistico è astratta, sono proprio il tentativo dell’astrazione di controllare se stessa, come in fondo Dio come incerto e pertanto perseguibile dal concetto dalla forma e dalla volontà. Sta di fatto che però il bisogno di difendersi dalla natura essendone parte ma dominandola pone l’antitesi stessa tra il voler essere amati e l’amore, il terzo reich è una manifestazione ti tale parossismo, la sua convenzione come il suo paradosso nel possibile della forma verosimile e al contempo inverosimile come controllo massimo della sua forma. In termini Freudiani un immenso fallo totemico con una erezione millenaria. Pertanto consiglio anche la lettura del passero solitario di Giacomo Leopardi che nella descrizione personale di una masturbazione sessuale personale fa il paradigma dell’ipotesi della bellezza come evento e del suo scettico analitico ma vero. Qualcuno potrebbe obbiettare ciò, bene fate lo stesso.

migrazione

Il Mondo

la migrazione è una caratteristica degli uccelli migratori, il nomadismo è qualcosa che riguarda la condizione umana, alcune volte, dato la composizione emisferica parallela del pianeta essa si compone formalmente anche come umana di migrazione, ciò vuol dire che interi spazi dovrebbero essere vuotati per poi riempirsi nuovamente al cambiare della situazione socio climatica. Ora l’organizzazione massificata dell’uomo comporta che si possa così emigrare per conformarsi alla situazione. Non più certamente in masse e mai in specie o per razzie e ruberie. Quindi la possibilità di mezzi di trasporto e comunicazione agevolano quella che può essere definita come la possibilità di emigrare per diversi motivi di ragioni personali. Ciò come è ovvio comporta l’assunzione di una propria capacità ad assumersi il ragionamento e la relativa personale conformazione del modo consono e della scelta di relazione. Quindi pensare d’integrare ciò con la dinamica di qualsiasi guerra distruttiva comporta la condizione che appartiene alla relativa pace. Infatti sembra assurda la condizione assurda dello sfruttamento per lo sfruttamento, dell’io ti rubo tu vai a prendere di là, in fuga nel bisogno della pace e senza la ragione. Per questo stiamo assistendo a queste gestioni oligarchiche del denaro pubblico, ovvero quello disponibile per tale uso pubblico. Si mi distruggono una casa in un luogo meglio un campo profughi in un altro luogo. Quindi la sostanza non cambia della modalità come del significato, uso i corpi in funzione della ragione economica che con essi riesco a realizzare, in ragione del consenso nella convenienza tra un modo e un altro, indipendentemente dalla ragione o la possibilità, e, ciò come è ovvio comporta un rischio maggiore per la realizzazione dello scambio nella possibilità del movimento del corpo, in ragione di una fuga allo stesso modo di un consenso, che appare sì generico come privo di ragionamento. Il ragionamento comporta pratica e la pratica così in essere comporta indipendenza perche l’interdipendenza è fattuale nel problema economico misurato tra il conflitto della guerra e lo sviluppo stesso del processo di guerra per relativo apparato economico. L’abbandono di un luogo distrutto dalla guerra comporta che non sia più ricostruito, se non in funzione di qualcosa che prima non apparteneva alla pace pregressa di quel luogo. L’essere umano vive nei luoghi liberamente con la propria possibilità, che si integra liberamente con quella di altri esseri come lui. Ma il ragionamento collettivizzato non può superare la stessa ragione se così individualmente non riesce a praticare. Così si può morire affogati o senza conflitto, in ragione non di chi si adopera al movimento per ragioni di riferimento anche umanitario ma in virtù di chi deve assorbire quel conflitto senza nessuna utilità. E questo è il fare il resto è soltanto grammatica e burocrazia di guerra e pace. Se sono teste do cazzo lo possono essere anche per possesso di altri.

per tutto il giorno

nel pomeriggio della giornata di ieri, seduto sul balcone ò assistito ad una delle più belle prime visioni in giro in questo momento nel mondo. Allo spettacolo delle nuvole dell’aria che si confonde in se, al cielo azzurro tra le nuvole alla pioggia che rinforza sui venti della rotazione terreste e cade sulla terra e al sole con le nuvole con l’arco baleno. Un evento cosmico che appartiene all’universo, che nella particolarità della relatività della gravità della luce ò potuto osservare dove mi trovavo e dove accadeva. Nel breve tempo evoluto di questo evento ò verificato le tre regole della termodinamica. Ed ecco quello che si evince da ciò è che ciò che regola queste regole è nella terza regola della termodinamica, quella dell’entropia.

Ora diciamo che se la possibilità è dell’essere la verità è in Dio. Ma dov’è e cos’è questa possibilità umana nella sua sostanza fisica e nella fisica della materia, per qualsiasi motivo origine o situazione essa è regolata dalla terza regola della termodinamica. decaduta la quale si evidenzia quello ch’è definito come stato di calore che in realtà è nella quarta regola della fisica della materia, una condizione dove decade la forma biologica e quella materiale si determina in una stasi indeterminata. Per intenderci come nella condizione della luna. Ora diciamo che la condizione biologica dell’essere come della materia in evoluzione à principio e relazione con tutte le cose della gravità e della condizione dell’essere, ma non può essere completamente percepita seppur vissuta. L’essere è nell’immediatezza delle prime due regole, quella del corpo e delle sue temperatura, e quella che nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma. Ora la consapevolezza di ciò nell’essere umano può determinare, dubbio, possibilità, o volontà, cosa che sembra distinguerlo nella misura di ciò dagli animali, che sembrano appartenere ad un mondo che già conosce. In realtà sia gli uni che gli altri, in ogni gesto pensiero o relazione sono vissuto dalla regola dell’entropia che si muove per principio della gravità, sia per campo elettrico che per posizione della sostanza, pertanto ogni azione anche se ritenuta per volontà riconduce al suo evento come regola dell’entropia. Per semplificare anche la spiegazione di ogni regola economica sia in natura che per soldi, se aumenta la dissipazione aumenta l’entropia e velocizza lo spazio del tempo, rendendolo sempre più prossimo al decadimento, tipo la luna che comunque à una funzione nella gravità generale dell’universo. Ora per lo esempio ogni individuo se risparmia sull’entropia à più varietà di tempo personale a disposizione e fa economia, non per consumo ma per senso, che poi viene definito dalla propria condizione di gravità sia relativa che nella generale, come può essere anche una mela. Nello spazio del significato e relazione la dicotomia che si forma nell’essere umano nella seconda regola, evidenzia il campo di un certo movimento, quello che nulla si crea e nulla si distrugge, ma se ciò non è nella terza regola può essere essa stessa un aumento dell’entropia. Tutte le forme dell’essere umano di fanatismo superstizione negazione o affermazione, sono soggette a questo evento della nostra condizione gravitazionale, mentre l’ipotesi del buon senso è nella terza regola, dove non è soggetta semplicemente la caducità, ma il significato del principio come tempo della gravità universale e per ciò il bisogno è traslato dalla condizione della gravità che cambia la condizione dell’essere umano. Cadranno e cieli e la terra ma le mie parole non passeranno. Buona Domenica per tutto l’anno così ci spicciamo se non ci vediamo.

mentre nasce il sole

Dio dentro e fuori di sé.

Dio è dentro e fuori dal Sé.

Si potrebbe paragonare ciò con la percezione del Sé nel principio di individuazione esposto e articolato da Jung. Come dire se Dio dentro e fuori di sé, nella psicologia del profondo necessaria per l’individuazione del Sé esposto da Jung ciò si può paragonare alla percezione del Sé. Come, Dio è dentro e fuori dal Sé all’individuazione del Sé nel Sé della persona chi si individua nel percorso auto analitico del suo evento vitale. Eppure ciò è caratteristico del percorso che si ristabilisce in confronto con l’anima Junghiana, come dire se il termine del percorso è soltanto l’ombra, l’individuazione appare palese come episodio più che percezione dell’intero inconscio. Dal carattere nel carattere.

In natura possiamo dire che ciò che si determina in trasformazione è sempre in rapporto al suo equilibrio in quanto fisica. E pertanto in rapporto della relazione della gravità della luce, Aistain dice che Dio non gioca a dadi perche ciò che fa evento è sia nella relatività ristretta che in quella generale e pertanto nel detto principio di indeterminazione non appare palese il fatto che delle particelle sfuggano alla conoscenza relazionare con altre particelle nella gravità relativa della luce. Eppure così mi vien di pensare che se la velocità della luce è nella gravità ad una velocità massina stabilita e pertanto al suo interno anche varietonica – se si immagina l’avvicinamento alla velocità minima nello spazio della luce, la molecola e nell’atomo apparirebbero leggere come sollevare una piuma più leggera dell’ultima piuma più leggera. Si potrebbe dire che l’idrogeno in campo elettrico può trasformarsi in molecola, come darsi un peso per poi tornare ad non essere più peso. Ciò appare come diverso, ma appunto all’interno della gravità della luce non lo è.

In ciò tra il principio e il concetto e la percezione del tutto in Sé la via di mezzo di Budda ci parla del possibile equilibrio tra la propria esistenza eterna e il luogo in cui si enuncia cioè nello spazio della natura come attributo ed equilibrio dell’attesa nel nirvana per la vita eterna.

1984 di George Orwell

Questo libro che insieme al film tratto dal libro, torna tra le chiacchiere della gente per le strade, più che altro perche legato all’evento della televisione parlante che ti controlla ovunque sei per dirti cosa devi fare e non fare. Fa ciò che spieghi l’immagine e il pensiero proiettivo inserito da Orwell nella struttura del libro. Ciò che in esso vi è narrato è passato, sovente non è percepito nel presente e viene visto nel futuro. Perche il presente che vi è rappresentato è vissuto da chi lo vive nel libro e non nel presente vissuto dal lettore sovente tra la percezione della lettura e la propria vita possibile sia per possibilità di conoscenza che pratica. Un po’ è come nel vissuto di Bastian nella storia infinita scritto da Ende. Come questo libro di Orwell 1984, è frammezzato tra la propaganda e il significato nella metamorfosi del senso scritto dallo stesso Orwell, nel libro la fattoria degli animali. Per tempo e autori diversi si può entrare nei paralleli con i libri di Hesse. Quindi Orwell ci racconta gli eventi degli effetti della psicologia di massa del novecento proiettandoli per mezzo di un oggetto tecnologico nella percezione dello spazio del significato. Ora in sostanza quel che viene fuori è il conflitto perenne tra la propaganda e il significato, in una stasi di guerra continua tra il controllo e l’indicazione del movimento, anche e soprattutto per mezzo di un referente tecnologico dell’immagine che guarda e viene per ciò guardata. E come fosse anche percepita al senso e al significato, e, contesto si manifesta il cambiamento stesso sia del senso che del significato perche il rapporto intimo tra di essi non può che essere manifesto ma nascosto e per ciò accettato come imposto. Ti conosco mascherina ma ti amo come figurina. E così che si forma un paradigma impossibile tra la relazione e gli individui, qualcuno potrebbe dire è come un verbale scritto, ma anche tra le parole tra gli individui come fosse una gerarchia chi con chi e perche. Ti conosco mascherina se ti bacio e poi ti guardo, un po’ alla Giuda, se non fosse che la verità non à stilemi e allora la relazione si conosce con la persona e non può che essere libera per ciò come vera o sincera ed ecco che il tutto così svolto fa una nuova accettazione da ciò che viene narrato nel libro di Orwell. Che il gusto sia preponderante nella stabilità o la paura? come fosse il fatto stesso di non poter dire che uno più uno fa due, ma con ciò ci poniamo ancora con il tempo nel libro di Orwell, perche se la differenza si manifesta anche la parola può essere diversa eppur possibile, come per capire. Ti amo? o ti amo, qualcuno con l’amo preferisce la pesca.

l’io e la metamorfosi e la condizione

io sono colui che è e poi Adamo. La condizione di Adamo è una condizione generale nella stessa condizione dell’essere umano? o Adamo è un individuo presso Dio. è una medesima condizione ma la contempo non appartiene a nessuno, come se ognuno ne avesse una dimensione in tutto il tempo e un tempo, ma per ciò sua come presso Dio. Ora come si sente una persona non soggiogata né dalla metamorfosi dell’Io né dalla condizione, in certo luogo come sapersi e sentirsi, vicini per se stesso con il luogo il tempo vicini a Dio unici e pertanto come individuo. Il momento è un momento sempre uguale ma diverso. La condizione del Primo come Adamo si perpetua come atto della natura nella natura, come limite e stasi anche se anch’essa molteplice di amore nell’amore. la condizione umana appare come una sorte, di usanze e ripetizioni che si rinnovano in ognuno, ma come vivere sempre come vita individuale. L’appartenenza e il dominio sull’appartenenza è un tempo marginale come la logica, come l’essere separati per organizzazione non spontanea, ma vincolato dal possesso e dal modo più che dall’atto con la vita e tra le vite. Ti parlo, credendo di essere, più di quel che sono mentre siamo o potremmo essere, se sono io.

il virtuale senza luogo

Se la storia che fin qui si è vissuta nei media fosse una storia virtuale, sarebbe possibile spiegarla con tal stilema come verosimigliante non luogo dei canoni dell’informazione rivissuta. Elaborata a tal fine per escogitare un significato alche morboso del ruolo e delle ipotesi sul ruolo della concatenante della ramificazione dei fili intrecciati che stabilizzano la funzione e il modo di un ruolo parti mondiale. Come vicino e come lontano tra il ruolo nel vivere e la vita. E su ciò dobbiamo fare il pensiero sulla realtà di chi vive. Silvia Romano sa dove sta e quel che sta facendo in sintonia con quel che vuole essere in quel momento – ciò è pericoloso perche è una posizione troppo indipendente ovunque e può essere facilmente esposta al meccanismo del ruolo, che appunto partecipa ma fa altro. Come dire faccio un figlio o una noce di cocco, o gli facciamo fare una noce di cocco. Ma ciò è altro tra la noce di cocco e la battuta. E quindi in sostanza una persona viene presa senza che sappia né come né perche, da un attributo di una partecipazione al ruolo di un’altra personificazione come deificazione della trama dei fili comunicanti ma appunto assenti. Silvia Romano viene presa lontana da ogni ipotesi di pensiero personale mentre è con dei bambini e vive in quel tempo quotidiano, tra ciò che libero e ciò che sta. Viene presa e inconsapevole di tutto ciò guardata, avrà parlato, chissà e poi vista uccidere. Perche se è stata uccisa lei fuori ruoli non poteva che vedersi al contrario di chi vede le modalità del ruolo. Se invece non è uccisa il suo corpo soltanto da dove potrebbe vivere potrebbe essere restituita al pensiero di altre persone.

Nella condizione attuale quindi si evince una notizia non notizia nell’informativa sul caso, che si sa per chi la vista che à natale era ancora viva. Poi sappiamo che era finita in una situazione di utilizzo io la identifico, all’interno di uno sviluppo d’indagine propedeutica la conoscenza di un’ipotesi di sensualità in ambito tribale culturale in Kenia cui era stato demandato il suo intervento nel rapporto di riscontro insieme ad altri volontari, il tutto in linea intenzionale in ragione della quale il suo ruolo non si evince in nessuno sviluppo. Allora sono venuti fuori i meccanismi della richiesta di riscatto con un interlocuzione tra i dialoghi che ne narravo che fanno intendere non soltanto la richiesta diretta, ma l’inoltro di relazioni terze – come non attendibili. Ma da chi, chi narra la storia parla in prima persona ma non si comprende se in vece di un’altra.

il tempo e lo scambio

è interessante come possa essere irrilevante lo stilema come il significato dell’ultima cena per chi non percepisce e non sa come credere al suo significato nella resurrezione di Dio. Come dire ogni volta che lo leggo lo faccio e ogni volta che lo faccio lo ricordo. Allora qualcuno potrebbe dire, magari facendo di ciò una sequela con cui ridere e scherzare con altri percepimenti questa situazione. Tipo una festa. Difatti Pietro à avuto l’ammirazione di Cristo quando spontaneamente à creduto, e quest’atto di fede lo à reso come una pietra che non sa nulla su cui fondare qualcosa in più della semplice speranza. Così Pietro al canto del gallo à compreso che esiste la fede. L’atto del rinnovamento e della rinascita che ci indica il pane eucaristico è nell’abbandono della morte nel tempo quotidiano e che per essa si viva nell’esperienza di un amore quotidiano che non uccide per paura ma si nutre per bontà. Ecco che in questo circuito spontaneo che dei ragazzi di ambiente cercano di rendere ilare, e lo è per il loro stesso ridere del fatto come lo sentono concettualmente vi è anche quella festa e quella stasi del momento di giovani twittari kenioti. Certo questo è un ambiente tra tanti ed è lontano, forse molto lontano da ciò ch’è avvenuto a Silvia Costanza Romano. Allora partendo da questo episodio del mondo ritorno a ciò ch’è nel fatto di Silvia Romano. dalle ultime notizie di questi giorni sembra che lei sia stata in funzione e realizzazione di un procedimento legale in ambito keniota su significazioni e relazioni più ampie da quelle da lei svolte. Diciamo che vi sono degli avvenimenti di interscambio tramite la persona di Silvia tra quelle che appaiono relazioni conformi e palesi e altre stratificate. Sembra che ovunque Silvia Romano a agito in persona abbia lasciato nella persone effetti e percezioni concrete sulla sua persona e relazione nella personalità. In primis i bambini e gli amici vicini o anche i confacenti tipo albergatori. Un fatto inerente è quello che sugli sviluppi delle varie pianificazioni che si possono sviluppare negli svariati interessi anche di carattere economico, è evidente che si possono determinare quelli che possono apparire più graditi di altri e pianificati per se stessi. Ciò comporta che vi sia un pensiero un atteggiamento e una supposizione. E certe volte il meccanismo può apparire molto semplice ma molto superficiale, (Noi stiamo che ci facciamo) o altri modo consimili, ma ciò sono ipotesi concettuali che sono possibili soltanto se derivati da interessi e pianificazione. Allora poniamo un attimo l’ipotesi che vi siano degli ambienti che inerentemente avevano degli interessi nella pianificazione e supposizione di situazione di Silvia Romano. è evidente che le stratificazioni sociali e di persona in esse sono quasi tutte impostate in tal modo. Ma qualsiasi esse siano e in che modo si sono sviluppate mi appare evidente che sono entrate in forma di collusione e relazione con altre. Il rapimento di Silvia Romano è avvenuto per metodologia di mercenariato militare di origine africana. E come è stato coinvolto e perche si è coinvolto in questo, che tipo di controllo e di settori si sono mossi per avvicinarsi a tanto. L’Ipotesi più banale sembra il tentativo di enfatizzare qualcosa per ottenerne qualcosa ma la cosa è sfuggita di mano e da coinvolto più attori. Se non sbaglio il radical chic Ronald il ragazzo con i Jeans strappati alle ginocchia che fa le corna poteva essere quello più vicino a Silvia tanto da cercare di Salvarla. Molti dei giovani del villaggio ànno creduto e forse sperato, che fosse stata rapita per soldi e che presto si sarebbe presto risolto il tutto. Silvia aveva appena fatto una raccolta fondi tramite internet in una modalità di colletta collettiva per un serbatoio e che può muovere soldi rapidamente. A questa pagina ora si sono aggiunte nuove fotografie oltre quella che vi era del serbatoio. é ovvio che l’attenzione attira e sensibilizza e in qualche modo fa risonanza nelle situazione anche di altri bisogni inerenti la stessa tipologia. A vario titolo o livello. Sta il fatto che le persone che sono state arrestate sono state pedinate ma si è letto anche che si è giunti all’arresto prima di quando fosse stato ipotizzato, ciò a comportato la perdita dei segnali dei cellulari che di altre tracce che sembrano siano state lasciate dai sequestratori. Poi sono sopraggiunte strane informazione. Quasi da togliere temporalità a questo avvenimento. Uno di quelli segnalati come complici sembra fosse morto alcuni anni prima. Si è visto un ragazzo portato in una trasmissione televisiva in Italia che cercava di dire qualcosa in rapporto a non so quale conclusione. I fatti sembrano mostraci ancora che chi à agito in prima persona sa più di tutti quelli che ànno taciuto o ancora non ànno detto tutto. Saranno ancora vivi gli altri partecipanti al sequestro e se il leone guarda la gazzella quando non à fame sembra non vederla. Mi auguro di sì perche è la loro vita.

la ricotta

Ma, prendimi una ricotta la taglio in quattro quarti. Uno lo faccio insieme ad un cucchiaio di orzo. Un altro con sopra lo zucchero. Un altro con un po’ di cacao e zucchero. E l’ultimo quarto lo lascio com’è. Chi si è presa la ricotta la presa tutta, anche se pensava di farlo per uno di quei quattro. Ma così è bene chiedersi quel quarto di ricotta ch’è rimasta come era perche non è stata lasciata dov’era o era quella che si voleva per quelle altre.

Silvia Romano è stata identificata bianca per rapidità d’insieme come quella da prendere da un machete e un automatico. Identificata per un senso o per una rivalsa. Le autorità di polizia del Kenia in questo e consimile dinamica il meccanismo di una rivalsa tribale, che à identificato nelle autorità Keniote il rapporto con il tempo altro degli interessi esteri in Kenia e la persona che può esserne rappresentazione. Ma facciamo un salto nell’ipotesi, immaginiamo di non sapere l’epilogo di questa storia, cioè che per esempio Silvia Romano è già stata liberata e che questa vicenda si è ripresentata come nuova pur essendo già avvenuta. Che faccia una vita normale che so in Inghilterra. Oppure che sia stata rapita e uccisa. Due temi che si sono enunciati su pensiero di persone esposte a questo avvenimento. Difatti Silvia Romano per la logica e il significato della plausibilità delle informazioni riportate e degli interessati alla vicenda del suo rapimento ci mostrano essenzialmente che Silvia Costanza Romano è rapita ed è stata rapita con intenzioni di circostanza. Sono dovuti essi alla persona al suo comportamento travisato dai rapitori, dagli effetti di propaganda mediatica che per diverso senso sembrano essere per alcuni d’interesse e per altri che non vi sia questo interesse, per altri come possibile motivo per essi. Il suo rapimento e anche come conseguenza sull’atteggiamento tra comportamento e identificazione economica, di ambienti sia kenioti che internazionali. Sembra ciò ormai plausibile. Eppure l’azione del rapimento è quella tipica della lotta tribale culturale del centro Africa, quella che bada all’identità più che alle stesse religioni, alla presenza più che al controllo. Un mese fa circa in Burkina Faso è avvenuta un’aggressione dove sono morti dei fedeli in una chiesa cristiana e messo a fuoco mezzo villaggio. Se queste persone e queste dinamiche sono gli enunciati tribali di chi à rapito Silvia Romano, perche non l’anno uccisa lì dove era nel villaggio, perche nella determinazione violenta di fare ciò, rapirla ànno cercato di impaurire e ferire le persona presenti cercando di non uccidere.

Chi à fatto cosa e che cosa perche si scatenasse questo e fosse identificata una ragazza che rappresentava qualcosa per qualcuno e non per altri tanto da renderla vicina a qualcosa d’altro pur essendone personalmente estranea. Se c’è qualcuno che sa qualcosa in proposito di vero dovrebbe dirlo. C’è soltanto l’omertà di ciò che viene identificato come ambiente della giungla.

E allora se Silvia Romano è stata rapita per vendetta – ciò è indubbiamente dovuto a diversi fattori e possibili motivi, sia internazionali che locali. Sia economici che personali ambientali. Chi à rapito Silvia Romano che cosa vuole fare del suo corpo? La vuole prigioniere e per sé. Attende qualcosa che la possa rendere utile alle sue intenzioni. Né vuole dei soldi in cambio. E se fosse merce di scambio per organizzazioni. Una persona che viaggia che si muove in certi ambienti semi anonimi, identificata, perche non tatuata come per far parte all’occorrenza di qualche clan anche essendone lei completamente ignara – pertanto avviata all’uso del proprio corpo nella prostituzione sessuale in cambio o ricaricamento di malaffari della criminalità o nella lotta ad essa.

La società del Kenia è fatta di persone molto diverse per concezione e sincretismo. Se troviamo da una parte le tradizioni rurali ancestrali troviamo anche un cristianesimo vicino e autentico, ma sovente con comportamenti anche se semplici diversi per abbigliamento o posizione di riferimento tra la terra e il titolo ristrutturato e per questo immaginato. In mezzo c’è un gran caos tra la moda come analisi della posizione dell’interpretazione concettuale come tra una bistecca e l’eucarestia a memoria perpetua anche in un atteggiamento chis culturale e di gioventù e politica. O il sentirsi facilmente superiori inglobando uno stilema da ovunque per ovunque per sostanziare una comunicazione personale come effetto di superiorità. Come tra il sole e un orologio nell’aspetto buono della situazione. Che può essere molto conflittuale per chi è in mezzo all’accelerazione, tanto da vedere due pensionati occidentali che si godono la pensione come degli occupanti e possessori di beni economici costosi di scambio.

E allora c’è il vero Silvia Romano e quei bambini con cui passava il tempo, in qualche modo dispersi ma vicini chiunque e qualsiasi cosa si è messa tra loro sembra un obbrobrio.

In un momento c’è sempre il tempo

La mia teoria è che l’evento vero e proprio praticamente non esista, né il tempo. Virginia Woolf parla del suo fluire dentro la percezione del suo scrivere, dello stare dove lei è anche se in quell’istante. Il suo flusso di parole scritte genera di certo un esservi come un significato che parla del pensiero che esprime forse anche un rimando a qualche immagine, meglio figura non descritta ma parlata. Ciò ne fa uno sguardo che trova un Suo esservi di piacere e un gusto nel leggervi. Perché tollerare in letteratura ciò che non è saturo che non è poesia, che non è, cioè saturo? Io voglio comprendere tutto. Spaziare dentro qualcosa che vuole parlare. Il suo modo è il suo modo e non sto a dire perche o quando ciò ch’è espresso in un libro. Quando Virginia Woolf muore annegata nel fiume Ouse nel Marzo del 1941 aveva la guerra dentro e fuori di sé, voglio dire la vicinanza dei bombardamenti su Londra e le dispute letterarie ideografiche o ideologiche, comunque aveva vicino qualcuno, ma tanto fu sentita da sé, la sua condizione mentale, che cadde nel fiume. In quei giorni il sorriso di una giovane donna, Etty Hillesum, iniziò dentro di sé quello che voleva essere ed esprimere come sguardo e mondo, ciò che scrisse fu pubblicato, trascritto da manoscritto in forma stampata più di quaranta anni dopo la sua morte. Poco prima che iniziasse a scrivere il suo diario nel Marzo del 1941, in piena guerra scrive il 10 novembre 1941 – Paura di vivere su tutta la linea. Cedimento completo. Mancanza di fiducia in me stessa. Repulsione. Paura. Venerdì 3 luglio 1942 – Bene io accetto questa nuova certezza: vogliono il nostro totale annientamento, Ora lo so. Non darò più fastidio con le mie paure, non sarò amareggiata se altri non capiranno cos’è in gioco per noi ebrei. Una sicurezza non sarà corrosa o indebolita dall’altra. Continuo a lavorare e a vivere con la stessa convinzione e trovo la vita ugualmente ricca di significato. Si vorrebbe essere un balsamo per molte ferite. ( ciò dalla bella introduzione di J.G. Gaarlandt, Haarlem maggio 1983. Traduzione di Chiara Passanti. Etty trasfonde le parole della bibbia e dei vangeli nel suo esserci: Quando prego non prego mai per me stessa, prego sempre per gli altri, oppure dialogo in modo pazzo, infantile o serissimo con la parte più profonda di me, che per comodità io chiamo Dio. E questo probabilmente esprime meglio il mio amore per la vita: io riposo in me stessa. E quella parte di me, la parte più profonda e la più ricca in cui riposo è ciò che io chiamo Dio.

Silvia Romano nel caos sovente di un mondo assente come negli sguardi di Virginia ed Etty. la linea del pensiero personale trasfonde come il senso e l’abbandono del luogo. Il caos primordiale della retorica del genere sull’essere umano. Oramai in questa epoca l’anima di trasposizione del possibile è strumentalizzata dalla fagocita con cui si può esservi senza esserci, fatto di giochi e di controlli economici e di rappresentazione del genere possibile, un decadimento ostile che non riesce neanche a parlare del possibile come evidente e logico, un mondo che non tollera il visibile, che spesso lo ostacola, giacché l’invisibile non evidenzia ma semplicemente è. Ma allora che vuole questo sistema logico fatto di movimenti di persone che contrattaccano doventi ed ossequiosi della strategia. Che dovrebbe significare per chi è, un tale modo di evidenziare. Il sopruso si giustifica si rincorre dice dei suoi effetti come se tutti devono esserci, ma c’è chi fa altro e vuole altro, ma allora che vuole? Vuole esistere per non accadere evidenziare il fatto come l’accadere, sposta il significato e l’attributo per rappresentarsi per parlare senza parola e possibile. Dei colabrodo del tassello fanno, cosa superstizione senza chiarezza o amore. I fatti narrati spesso sono senza data ma non trovano riscontro, ma se la mancanza del tempo non si incrocia sembrano accadere nuovamente lontani dal luogo o della persona. Si annullano e non esistono o si vorrebbe che fossero tali. Ma se ànno una nuova data che partecipa all’evento non si muovano finche qualcuno la osserva. Conoscere dove e quando, sapere dove e perche, come il perche sai. Se esce da tutto ciò quella persona non è mai stata quello, che per altri à funzionato in suo assenza. Lei è presente e che cosa sono i fantasmi se non i funzionamenti. lo stipendio il necessario è tuo te lo danno, perche sei più referente Chi è che vuole i soldi I banditi lo stato l’immagine per l’uno o l’altro, degli imbecilli per altri cretini che non amano che si riesca in economia a realizzare senza lo scambio. Ma la virtù va data il culo risparmiato per il balordo con il fucile. perche non dici qualcosa quando parli, funzionamento perche non dici niente. è sempre la profondità interiore che vive. L’assurdità la si deve anche osservare? Allora se tu essere fai qualcosa non sei Dio lo puoi amare.